Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente. Karl Marx
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SINISTRA DEMOCRATICA - VERDI - RIFONDAZIONE COMUNISTA - PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI PORTO SAN GIORGIO
ASSEMBLEA PUBBLICA
U N I R E L A S I N I S T R A

LA GIUSTIZIA SOCIALE, IL LAVORO, L'AMBIENTE E I FONDAMENTI DI UN COMUNE PROGETTO POLITICO
VENERDI' 13 LUGLIO 2007 - ORE 21,15
SALA "E. IMPERATORI"
VIA OBERDAN - PORTO SAN GIORGIO
I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE
ADERISCONO:
GRUPPO PROVINCIALE ASCOLI PICENO PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA - SINISTRA EUROPEA
GRUPPO PROVINCIALE ASCOLI PICENO PARTITO DEI COMUNISTI ITALIANI
GRUPPO PROVINCIALE ASCOLI PICENO VERDI
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Comunicato stampa
Rifondazione Comunista è fortemente preoccupata per il modo in cui si sta sviluppando il dibattito sulla questione Porto.
La materia è già stata oggetto di una votazione di indirizzo in Consiglio Comunale, che ha sancito i seguenti punti fermi:
Fino a quando Rifondazione Comunista ha fatto parte della maggioranza, si è battuta perché questi indirizzi, approvati in Consiglio Comunale, costituissero base certa e indiscutibile per ogni progetto in materia.
Rifondazione Comunista è convinta che la necessità di rilanciare l’ attività portuale non vada scissa dalla finalità turistico-peschereccia propria del complesso e che quest’ ultimo debba costituire parte integrante con il resto del territorio, in un’ ottica pianificatoria complessiva, quindi:
Rifondazione Comunista è convinta che sia doveroso dare continuità alle decisioni politiche già prese in sede Consiliare, ed è preoccupata per la posizione espressa dallo SDI.
Questo partito con un manifesto pubblico respinge il forte intervento edificatorio nell’area interna al porto contenuto nel progetto dei privati, ma in sede politica sponsorizza la realizzazione dello stesso nell’ area di proprietà comunale prospiciente il porto.
Rifondazione Comunista ribadisce che i privati, che hanno rilevato il porto, sono titolari solo di una concessione demaniale con vincoli specifici di destinazione e a questi si debbono strettamente attenere. La sostenibilità economica dell’ iniziativa imprenditoriale non può fondarsi su operazioni immobiliari, meno che mai nascenti da speculazione derivante dalla cessione dell’ area pubblica.
L’ Amministrazione deve farsi carico della complessità di decisioni che riguardano la struttura porto, secondo le finalita’ tracciate dagli impegni politici precedentemente assunti e per farlo ha la necessità di una forte coesione interna.
Rifondazione Comunista nota invece come la posizione dello SDI su questa e altre questioni, i perenni sussulti interni alla Margherita e l’ incapacità di trovare un accordo sul Presidente del Consiglio Comunale dimostrino che la crisi che si dice chiusa è ancora in atto.
Con questi presupposti Rifondazione Comunista, francamente, non vede come l’ Amministrazione e l’ attuale maggioranza possano guardare con tanto ottimismo alle numerose progettualità manifestate anche di recente dal Sindaco.
Porto S. Giorgio 23/01/2007
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di P.S.G
p. Il Direttivo Il Segretario
Anna Marzioli
Alle Associazioni Concessionari di spiaggia
Alla Confcommercio
Alla Confesercenti
Alla ASCOM
Al Sindaco di Porto San Giorgio
Alla stampa
In data 11/09/06 Il Partito della Rifondazione Comunista ha presentato una interrogazione al Sindaco in merito alle disposizioni impartite ai concessionari di spiaggia per gli interventi finalizzati alla protezione, da atti vandalici, dei manufatti esistenti.
La preoccupazione che ha mosso il nostro Partito era quella di non vedere nel periodo invernale, come negli anni passati, il proliferare di recinzioni e cancellate che impediscono l’ accesso ad ampi tratti di spiaggia, negano la piena visibilità del mare e deturpano inoltre l’immagine del nostro lungomare.
Rispondendo alla nostra interrogazione il Sindaco e l’ Assessore all’ Urbanistica hanno dato assicurazione di far rispettare le vigenti disposizioni del piano di spiaggia e di aver dato mandato alla Polizia Municipale di vigilare sul rispetto delle norme.
Ad oggi dobbiamo con rammarico constatare che, a fronte dei concessionari che per la protezione delle proprie strutture si sono limitati ad interventi il meno invasivi possibile, diversi altri hanno completamente chiuso pressochè tutta l’ area di loro pertinenza; tali interventi, più che garantire la sicurezza degli stabilimenti, ci sembra rispondano alla necessità di utilizzarli, nel periodo invernale, come magazzini e depositi.
L’Amministrazione Comunale non è stata in grado o non ha voluto intervenire in merito e l’ opera di vigilanza, se c’ è stata, non ha dato frutti.
Rifondazione Comunista che non ha alcun intento persecutorio nei confronti della categoria dei concessionari di spiaggia né si augura interventi punitivi, intende comunque ribadire, con forza, alcuni principi ai quali troppo stesso nel nostro paese si deroga:
Ci rivolgiamo alle Associazioni di categoria affinché si facciano promotrici di un’ opera di sensibilizzazione e convincimento diretta verso i propri associati meno sensibili al problema.
Il comportamento di alcuni, non può offuscare l’ immagine dei tanti che operano nel rispetto delle regole e dei diritti degli altri cittadini.
Ci permettiamo di ricordare che la salvaguardia e il decoro della spiaggia e del lungomare sono a beneficio degli stessi concessionari, che con la trasformazione delle loro attività da stagionali ad annuali hanno voluto contribuire a rendere viva, anche nel periodo invernale, questa parte della città.
Rifondazione Comunista si augura che a seguito del suo intervento ci si adoperi concretamente per rimuovere gli interventi eccessivi ed impropri .
Partito della Rifondazione Comunista
Circolo di Porto San Giorgio
Il Direttivo
Porto San Giorgio 09/01/07
A SOSTEGNO DELLA SCUOLA PUBBLICA.
Per lo "appello dei cittadini sangiorgesi e dei genitori degli alunni a difesa della scuola pubblica" cui Rifondazione Comunista ha aderito e di cui si è fatta promotrice sono già state raccolte oltre 350 firme di cittadini sangiorgesi.
L’obiettivo è quello di chiedere all’amministrazione comunale l’assunzione di impegni concreti per la valorizzazione della scuola pubblica e per la riaffermazione del suo ruolo di centralità nell’educazione e nella società.
Lo "appello" è nato dopo la ben nota vicenda della convenzione con le scuole private cattoliche della città le quali, in un contesto di tagli e difficoltà per la scuola pubblica ,oltre a ricevere un sostanzioso contributo regionale (38.000 € cadauna annui), hanno visto confermare ed anzi aumentare l’entità delle risorse messe a loro disposizione dal comune ed hanno persino ottenuto l’abbattimento della tassa sui rifiuti.
Ciò mentre la scuola pubblica si trova in sofferenza su vari fronti: dagli arredi scolastici alla messa a norma degli impianti e dei locali, dalla copertura delle richieste di assistenza allo handicap alle risorse da destinare ai progetti scolastici.
Anche le scuole pubbliche della nostra città hanno gravi difficoltà a pagare la tassa sui rifiuti, ma, di fronte ad una precisa richiesta di abbattimento della tariffa avanzata lo scorso settembre dalla dirigente scolastica, a differenza delle scuole private, nulla sembra essersi mosso in questa direzione.
Sul fronte del diritto allo studio le cose non vanno meglio: è stato ridotto il fondo regionale per il rimborso alle famiglie delle spese per i libri di testo ( -35% e circa 7000 € per le scuole medie e -22% e circa 2000 € per le scuole superiori ), ed è stato ridotto il fondo provinciale per i pur apprezzati corsi musicali (-55% e circa 3300 € ).
La cosa però è passata sotto silenzio e non ha provocato alcuna reazione in quelle forze che hanno, con tanta veemenza, rifiutato un taglio del 25% (circa 6000 € ) del contributo alle scuole private cattoliche.
Ma evidentemente, chi accede al rimborso delle spese per i libri di testo, secondo criteri di necessità e di reddito , fa meno rumore ed è meno considerato e protetto di certe scuole private, per cui non si sente la necessità di dirottare risorse a tutela dei suoi bisogni.
La raccolta di firme quindi continua ed altre iniziative si svolgeranno a favore della scuola pubblica in vista della prossima sessione di bilancio, sessione nella quale Rifondazione Comunista si impegnerà per la tutela dei bisogni della scuola pubblica.
29 dicembre 2006
Circolo "G. Fioravanti" Porto San Giorgio
Al Sindaco del Comune di Porto S. Giorgio
Ai Capigruppo e ai segretari di
Democratici di Sinistra
Margherita
Verdi
PCDI
Repubblicani Europei
SDI
S.Giorgio Nostra
La Giunta con Delibera N. 322 del 12/10/06 ha adottato il Programma Triennale OOPP e l’elenco Annuale 2007 LLpp, nella prima annualità è stata inserita la realizzazione del Belvedere Rio Petronilla per un importo di € 150.000 da finanziare con Oneri di Urbanizzazione. Il Partito della Rifondazione Comunista ha ripetutamente fatto notare di non ritenere questo intervento di primaria importanza. Esso non si inserisce nel rifacimento del Lungomare nemmeno come stralcio di una progettazione già in essere; in più la sua localizzazione, a ridosso della parte posteriore ( cucine ) del ristorante allocato nella Concessione Lega Navale, ne mette in discussione anche la possibile fruizione. La realizzazione dell’ opera sembra rispondere più alla politica del fare e dell’ immagine che di reale utilità. Il Partito della Rifondazione Comunista suggerisce di utilizzare le stesse risorse nella realizzazione di una pista ciclabile sul Lungomare Gramsci. L’ opera può essere realizzata a fianco del marciapiede Est della passeggiata del lungomare, a dividerla e proteggerla dal tracciato stradale sarebbero sufficienti blocchi di cemento simili a quelli utilizzati per delimitare la pista ciclabile di Porto S.Elpidio. Questi blocchi essendo removibili, potrebbero essere utilizzati in futuro per altri tratti stradali del nostro paese qualora venisse riprogettato e realizzato tutto il lungomare. Nel periodo invernale il traffico veicolare riportato a senso unico, direzione Sud-Nord, rende possibile mantenere di lato alla pista, uno spazio per la realizzazione di un parcheggio in linea. Il senso unico in via Gramsci non comporta nessun appesantimento della circolazione in quanto il traffico veicolare non provoca particolari problemi nemmeno nel periodo estivo, se non in giorni specifici e in alcune ore di punta, quando è in vigore l’ isola pedonale e il numero dei veicoli è superiore. Nel Viale della Vittoria ( Nord-Centro) si creerebbe indubbiamente un aumento del traffico automobilistico, che richiede un sacrificio agli abitanti di quella via, sacrificio comunque non superiore a quello richiesto ai residenti di altre vie particolarmente transitate. I benefici della fruizione della pista ciclabile sarebbero a disposizione di tutti i cittadini sangiorgesi. Il nostro paese è l’ unico del tratto di costa del fermano che non si è attrezzato per avere nel suo patrimonio urbanistico questo bene, riconosciuto come indispensabile sia dai residenti che dai turisti; inoltre gli altri paesi stanno lavorando per creare un tracciato ciclabile a ridosso dei rispettivi lungomari, che senza interruzione unisca tutta la costa. E’ bene e necessario che Porto S. Giorgio faccia la sua parte. Rifondazione Comunista invita l’ Amm.ne a prendere in considerazione questa possibilità e ad accelerare la realizzazione dell’ opera investendo per la stessa anche fondi propri, superando con coraggio gli attriti che si creano nel nostro paese tutte le volte che si parla del lungomare.
Ripropongo questo articolo di Giorgio Bocca, apparso nella rubrica "Fatti Nostri" de "Il Venerdì di Repubblica" del 27/10/2006. IL FALSO MITO DELL'INIZIATIVA PRIVATA. Quando parlano di pubblico, nella produzione come nella finanza, sembra che parlino del demonio, della rovina irreparabile, del cupio dissolvi del genere umano. Politici ed economisti si accusano l'un l'altro di statalismo come di una tentazione immonda e subito mettono le mani avanti: io statalista? Ma se da sempre sono stato per la libera iniziativa privata. E i più indignati sono quelli che più hanno munto lo Stato. I loro idoli, i loro modelli sono i Reagan, la Thatcher e gli altri fondatori del capitalismo selvaggio che sta affossando il mondo. Ma cosa ha fatto di così terribile questo pubblico nell' economia e nella società? Ha fatto negli Stati Uniti il New Deal rooseveltiano, che ha salvato gli americani dalla Grande depressione, ha fatto in Europa il Piano Marshall, che ha rimesso in piedi l'economia del continente devastata dalla guerra mondiale. Da noi, prima nell'Italia fascista poi in quella democratica, pubblici istituti come l'Iri e come l'Imi hanno fatto da stampelle a una industria privata che non trovava di meglio che affidarsi allo Stato quando era nei guai. «Come abbiamo fatto a diventare una grande industria?» mi diceva Roberto Olivetti. «Con l'aiuto dello Stato, con la sua protezione». E, di grazia, chi ha salvato l'industria dell'energia, l'industria chiave della ricostruzione? L'Eni di Enrico Mattei, dell'aborrito Mattei, che la stampa confindustriale di Angelo Costa, succube degli interessi privati americani, avrebbe voluto far scomparire, e qualcuno ci riuscì a Bescapé, facendo esplodere quell'aereo, su cui Mattei viaggiava. E quali sono, di grazia, le tre grandi imprese multinazionali che abbiamo? Due aziende di Stato, l'Enel e l'Eni, e la Fiat, che di Stato non è ma che esiste perché dallo Stato ha avuto prima una ferrea protezione e poi un fiume di miliardi. E cosa dobbiamo invece a questa meravigliosa, provvidenziale iniziativa privata? Dobbiamo tutti i grandi ladrocini degli azionisti del tipo Cirio e Parmalat, più le grandi follie progettate, come il ponte sullo Stretto di Messina, dobbiamo la crescita mostruosa della criminalità organizzata, che la fa da padrona in cinque regioni del Meridione e che ha permesso alla mitica iniziativa privata di soffocare la concorrenza, una sorta di modello alla Putin della Russia post-staliniana. E nell'universo mondo questa miracolosa iniziativa privata ha riportato decine di guerre e il terrorismo e società concentrazioniste e superclassiste e il caos del globalismo.
Le stagioni di prosa organizzate dalla signora Vitturini erano così affollate tanto da far avere in teatro 40 paganti aggiunti a 87 abbonati per lo spettacolo il Rompiballe, pagato dal comune €9900, vale a dire l’intero importo che il comune spende per l’organizzazione di tutto il premio Volponi!! La stagione di prosa organizzata dalla destra era così affollata che in tutta la stagione, spendendo €41.575 si erano avuti 395 paganti e 87 abbonati!! Insomma tutto possiamo dire, tranne che ci fosse la fila al botteghino, ma evidentemente la destra non si stanca di fare propaganda di basso livello, prendendo in giro i cittadini e se stessi. Vorrei solo ricordare che per la prima stagione del mio periodo all’Assessorato alla Cultura, tra eventi al Palazzetto e a Teatro, l’amministrazione spese €9730 avendo in totale 2608 spettatori paganti, questo perché riuscii ad avere un utile con il tanto criticato (dai soliti censori) Luttazzi. Tolto l’incasso di Luttazzi, in quella stagione spesi comunque €28000 in meno a confronto della stagione organizzata dalla così brava Vitturini, ottenendo lo stesso numero di spettatori. Nel corso degli anni successivi, pur calando il numero degli abbonati, è cresciuto il numero dei paganti, questo perché si è creata una stagione più dinamica con offerte variegate, evitando pietanze soporifere o sarebbe meglio dire mortifere. Per la stagione del teatro per ragazzi, vale lo stesso discorso. Ciò che più lascia perplessi non è tanto l’ignoranza da parte della signora Vitturini sui dati delle stagione teatrali, ma la facilità e la felicità con cui prende in giro se stessa. Di questa stagione teatrale che sta per aprirsi, di cui mi assumo con orgoglio la paternità, si vedranno i risultati alla fine. Posso solo dire che c’è stata un’ondata di nuovi spettatori e questo era un obiettivo che mi ero prefissato all’inizio del mandato. Se poi si pensa, come fanno il nuovo Assessore Nuciari o l’ex Assessore Vitturini che questa sia una stagione d’elite, devo dire che ciò che spesso appare in alto lo è perché lo si guarda da punti di vista posizionati su altezze che lascio i cittadini immaginare. Si confonde facilmente il popolare con il popolusmo. Ho avuto sempre troppo rispetto per il pubblico, e ciò ha fatto si che evitassi tutto ciò che populisticamente ritorna utile e fa da specchietto delle allodole per chi amministra.
Giacomo Maroni
La nuova giunta comunale di Porto San Giorgio si è insediata. È troppo presto per esprimere giudizi, tuttavia Rifondazione Comunista ritiene che il nuovo assetto di giunta non rappresenti in sé una garanzia di rafforzamento dell’azione amministrativa né contribuisca a migliorare la prospettiva politica generale. Rifondazione Comunista ha deciso di uscire dalla maggioranza e dalla giunta per il venire meno di una progettualità comune della coalizione nel segno del rinnovamento e della discontinuità con la discutibile prassi politica ed amministrativa da sempre prevalente in questa città. Si sono invece moltiplicati i segnali di “normalizzazione”, di appiattimento su pratiche e scelte che hanno ben poco di innovativo e razionale e che si ispirano molto di più alla solita tutela di interessi particolari o alla gestione spicciola del consenso. In questo senso, la vicenda della convenzione con le scuole private rappresenta solo un episodio,ma rumoroso e significativo, del processo in atto. Lo stesso programma di fine legislatura contiene, nell’ultima formulazione a noi nota, numerosi elementi di ambiguità oltre a presentarsi più come sommatoria di singole richieste, che come documento comune. Rifondazione Comunista lascia comunque aperto il dialogo con l’amministrazione e con i partiti del centro-sinistra per un confronto franco sulle singole questioni. Seppure non più legato da vincoli di maggioranza, il Partito della Rifondazione Comunista affronterà i problemi con il senso di responsabilità che gli è proprio, assumendo le decisioni solo in base al proprio convincimento ed al rispetto del mandato politico di cui è portatore. Correttezza quindi, non accondiscendenza. Questo è ciò che il Partito della Rifondazione Comunista è disposto ad offrire. Circolo G. Fioravanti Porto San Giorgio.
DOMENICA MATTINA SAREMO IN PIAZZA MATTEOTTI DALLE 10,30 ALLE 13,00 CON IL PARTITO A RACCOGLIERE FIRME PER L'APPELLO IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA. FATECI UN SALTO SE SIETE INTERESSATI A DARE IL VOSTRO SOSTEGNO.
Il consiglio comunale del 2 ottobre scorso, incentrato sulla questione della convenzione con le scuole paritarie private, ha dimostrato quanto ancora stenti ad alzarsi il livello del dibattito civile e politico in questa città. L'attacco portato al nostro compagno ed ex assessore alla cultura Giacomo Maroni , non solo da esponenti della destra ma anche del centro sinistra, è stato indecoroso ed inammissibile, essendo sconfinato il più delle volte sul piano personale, senza alcun riguardo al merito dei problemi. Non ci stupiscono certo gli argomenti beceri e la trivialità della destra cittadina, ci preoccupa piuttosto il silenzio e la condiscendenza verso quegli stessi argomenti e atteggiamenti dimostrata da buona parte del centro-sinistra. Nel merito della convenzione con le scuole paritarie private, ci riserviamo di intervenire puntualmente non appena saranno cessati gli strilli e si sarà depositato il polverone dentro al quale in città e sulla stampa, sono circolate un mare di sciocchezze. Per il momento ci limitiamo a ribadire che tutto il lavoro del nostro assessore e del nostro partito è stato rivolto a mettere ordine e a ristabilire la correttezza nel rapporto con alcune scuole private che per circa trent'anni hanno beneficiato di contributi comunali in maniera anomala e senza effettivi controlli, sulla base di una convenzione da tempo scaduta. Riguardo al contributo economico abbiamo sostenuto che esso dovesse essere erogato in favore dei bambini residenti nel territorio comunale, in ragione di 100 euro per ogni iscritto alla scuola privata paritaria, indicizzati all'inflazione per tutta la durata della convenzione. La cifra da noi proposta oltre a partire da calcoli oggettivi sulle cifre erogate nel passato teneva d' occhio la possibilità, non remota, che altre scuole private potessero nascere e chiedere di convenzionarsi a loro volta. Un emendamento della Margherita che occhieggiava alla destra, che dalla stessa è stato entusiasticamente votato e su cui si è appiattito quasi tutto il centro-sinistra (tranne il consigliere Petrozzi, oltre che, ovviamente, il nostro consigliere), ha aumentato a 131 euro il contributo pro capite e lo ha reintrodotto anche per i non residenti, secondo la volontà, peraltro più volte dichiarata, di non modificare il livello delle erogazioni a tali scuole. Quelle scuole private, ci è stato fatto chiaramente capire, sono da considerarsi intoccabili e questo per noi ha un significato pesante che va ben oltre il "quantum" erogato. Ci sembra risibile a questo punto essere accusati di agire per furore ideologico. Questa accusa potremmo tranquillamente ribaltarla su chi ce la rivolge. Si potrebbe infatti affermare che se quelle scuole oltre che private, non fossero state gestite da istituzioni cattoliche, il dibattito, almeno con alcune componenti della maggioranza, avrebbe avuto tutt'altro andamento. Noi siamo decisamente per la scuola pubblica e riteniamo che essa debba essere sempre privilegiata nell'utilizzo delle risorse pubbliche. Tuttavia essendo laici e capaci di confrontarci con le realtà di fatto ed i dati contingenti, ci è sembrato importante innanzitutto agire per regolare in maniera più equa e meno distorta, una situazione che precedentemente era quantomeno sregolata. Siamo stati accusati di non avere accettato proposte di mediazione. Senza perderci in ulteriori polemiche vogliamo usare questo argomento conclusivo: se davvero si fosse voluto mediare, si sarebbe potuto presentare un emendamento molto diverso in consiglio comunale. Noi non saremmo rimasti indifferenti. Il nostro compagno Giacomo Maroni si è dimesso dall'incarico di assessore. Il nostro partito non ha indicato nomi per incarichi in una nuova giunta e non firmerà documenti di nuove o rinnovate maggioranze. Un passo non indolore per un partito come il nostro, che ha fortemente investito le proprie energie nel progetto di unione del centro-sinistra che si è messo in gioco nell'amministrazione, che non si è mai sottratto all'onere delle decisioni, che si è sempre comportato responsabilmente verso gli alleati anche quando questi, con il loro atteggiamento ondivago, hanno provocato alla maggioranza più di un mal di mare. Come già scritto nel nostro precedente manifesto, ci sembra più che mai importante fare chiarezza. La questione della convenzione alle scuole private, che di per sé non è bastata a determinare le nostre scelte, è stata però un momento importante di chiarezza. Quella chiarezza che abbiamo chiesto e non abbiamo ottenuto da altre forze del centro-sinistra. Quella chiarezza che non troviamo nel documento di maggioranza che ci è stato domandato di sottoscrivere, che ci è sembrato più formulato per tenere insieme esigenze diverse che per produrre uno sforzo unitario e neanche da questo punto di vista ha dato spazio ad alcune questioni fondamentali poste da Rifondazione, come l'attenzione verso la questione giovanile, la salvaguardia delle aree di proprietà comunale di fronte al porto, una netta e decisa presa di posizione contro un ipotetico affidamento in gestione privata dell'asilo nido comunale. Da qui le nostre decisioni, ribadiamo non indolori, ma certamente meditate e coscienti. Se c'è una maggioranza di centro-sinistra che, come hanno mostrato gli eventi non prevede la partecipazione di Rifondazione Comunista, che si manifesti e che prenda le sue responsabilità. Per quanto ci riguarda il nostro atteggiamento sulle questioni sarà puntuale, critico e all'occorrenza duro; ma anche positivo, senza recriminazioni di sorta o pregiudizi. Circolo G. Fioravanti Porto San Giorgio
Le mie dimissioni nascono dalla presa d'atto di un'anomalia nella gestione delle risorse pubbliche. E' la prima volta che l'Amministrazione attribuisce un contributo maggiore rispetto a quello concordato con il soggetto firmatario della convenzione, nella fattispecie gli istituti scolastici paritari sangiorgesi. Spero a questo punto che lo stesso metodo venga utilizzato per calcolare le risorse da destinare alla scuola pubblica, nei confronti della quale l'ente locale ha degli obblighi di legge ben precisi. Nei confronti degli istituti paritari tali obblighi non esistono. Le mie dimissioni sono un atto politico dovuto, perchè considero il risultato del consiglio comunale un esempio di gestione irrazionale delle risorse, che persegue logiche che nulla hanno a che vedere con quella che dovrebbe essere una buona amministrazione della Cosa Pubblica. La pregiudiziale ideologica se c'è, e i fatti parlano chiaro, è nata dalla parte di chi ha sostenuto una regalia immotivata verso gli istituti paritari, i quali ricevono già oltre 38000 euro dalla Regione Marche. Non posso sottacere sui volgari attacchi di cui sono stato oggetto. Addirittura sono stato minacciato fisicamente da un consigliere della Margherita, il quale condividendo il voto con esponenti della destra ha pensato bene di riesumare i vecchi metodi squadristi. La vera anomalia in consiglio comunale è stata quella di vedere gli esponenti dei DS, Verdi e Socialisti, votare insieme a partiti come AN e Forza Italia. Ho deciso di prendere le distanze da tutto questo per salvaguardare la mia dignità politica.
GIACOMO MARONI
(testo del manifesto pubblico del 15 settembre 2006) Il Partito della Rifondazione Comunista crede che sia giunto il momento di fare il punto della situazione e, come è sua consuetudine, lo fa pubblicamente, senza affidarsi alla logica del “sentito dire”. Un primo richiamo va fatto al senso di responsabilità della stampa locale, la quale ha certamente il diritto di commentare e criticare quello che accade, di assumere una linea politica o di dettarla addirittura ai propri interlocutori, ma deve farlo a partire da una ricostruzione fedele dei fatti, da una cronaca corretta, senza stravolgimenti o forzature e senza rilanciare insinuazioni incontrollate, che possano magari rivelarsi adatte a sostenere la propria visione delle cose. Se fin qui gli interventi del partito sono stati molto misurati, al punto quasi di apparire sottotono, ciò non è avvenuto per carenza di idee o per confusione di obiettivi. La linea tenuta da Rifondazione Comunista è stata il frutto di una precisa scelta politica, conseguente al senso di responsabilità nei confronti della cittadinanza e del mandato che, al nostro ed agli altri partiti del centro-sinistra, è stato affidato dall’elettorato. Amministrare la città non è mai una cosa semplice, ma questo si è cercato di fare, usando sempre il confronto leale ed aperto con gli altri partiti della coalizione e arrivando a mediazioni spesso anche sofferte, ma comunque necessarie quando si fa parte di un’alleanza con matrici culturali diverse. Il Partito della Rifondazione Comunista non ha mai “scansato gli ostacoli”. Ha agito in modo fermo, assumendo sempre la responsabilità delle scelte fatte e facendo seguire ad esse comportamenti coerenti. Rifondazione Comunista ha sempre mostrato ai suoi interlocutori un solo volto e, pur nella vivacità della dialettica interna, ha sempre rispettato la sua natura ed il suo ruolo di partito, senza trasformarsi mai in una nebulosa federazione di individualità che si contraddicono e si smentiscono a vicenda. La verifica politica in atto, dalla quale ci si aspettava un segnale di forte ripresa per l’azione amministrativa, non sembra al momento condurre ai risultati sperati. Rifondazione Comunista crede che non ci sia più spazio per i tentennamenti o per le riflessioni estenuanti e che i partiti non possano più sottrarsi alle loro responsabilità, dovendo invece assumere quelle decisioni che da troppo tempo vengono rimandate. Molti sono gli aspetti amministrativi in attesa di soluzione concreta e non solo in campo urbanistico: ci preme ad esempio ricordare la questione giovanile e quella dei servizi sociali. A questi problemi non possono essere date risposte deboli, frutto di mediazioni esasperate. I partiti non possono delegare ad altri, tecnici “super partes” o arbitri provvidenziali, scelte che sono di loro pertinenza e che riguardano il mandato politico di cui sono stati investiti. La soluzione dei problemi non può inoltre passare solo attraverso un nuovo assetto di giunta, che di per sé non garantisce affatto il progresso dell’azione amministrativa. Il Partito della Rifondazione Comunista è come sempre pronto all’impegno sia amministrativo che politico, fermamente convinta che questo è ciò che chiedono non solo i nostri elettori, ma tutti i cittadini. Rifondazione Comunista è convinta che la gestione della Cosa Pubblica non possa essere sottoposta a questioni di visibilità di questo o quel partito, atteggiamento che mina dall’interno sia l’efficacia dell’azione amministrativa che la correttezza dei rapporti di coalizione. Occorrono invece impegno costante e rigore morale, al fine di ottimizzare i risultati politici e di governo. Rifondazione Comunista ha ricevuto il mandato a governare per incidere sui processi reali della vita del paese e migliorarne la qualità. Questo è quello che Rifondazione Comunista intende per “amministrare la città”: non può e non deve essere sufficiente la mera sopravvivenza dell’amministrazione e della coalizione di centro-sinistra. Se Rifondazione Comunista si rendesse conto che ciò non è possibile, ne trarrà le dovute conseguenze, in maniera lineare e trasparente e nella piena assunzione delle proprie responsabilità, come è sempre stato nel suo stile. Partito della Rifondazione Comunista Circolo G. Fioravanti Porto San Giorgio
In quanto critico nei confronti dell'eccessivo dispiegamento delle forze dell'ordine per la finale del San Giorgio Music Festival, avrei scatenato le ire funeste di graduati e cittadini (uno). Infatti appena arrivato nei pressi della spiaggia dove si teneva il concerto, ho potuto notare numerosi uomini in divisa, che davano l'idea di un evento ad alto rischio. Tutto ciò nasce dalla patetica scia creata da qualche idiota che due anni or sono sollevò il caso "Arrivano li blecche blocche a lu Portu". Ho ritenuto doveroso durante il mio intervento sul palco ribadire che un concerto per band emergenti non è un evento delinquenziale e che non ci sto a farlo passare per tale o a darne un'immagine negativa. Alle mie parole è seguito un applauso sentito da parte del pubblico, tranne evidentemente quello di una persona: Attilio Panichi (da oggi Attilio Panico), il quale non ha perso l'occasione di mandare un comunicato ai giornali asserendo di essersi vergognato in quella sede di essere sangiorgese. Infatti nella mente di certi personaggi la libertà di parola e di espressione sono una vergogna. E' una vergogna che qualcuno non ci stia a vivere eventi culturali sotto stretta sorveglianza poliziesca. E' una vergogna ribadire la libertà di espressione e la volontà di creare eventi musicali in cui ci si ritrova in maniera pacifica. Penso che ogni cittadino abbia il diritto di esternare il proprio dissenso, anche nei confronti delle scelte delle forze dell'ordine. Anche lei Attilio Panico ha il diritto di esprimere il suo dissenso, ma non sono io a vergognarmi per lei in quuanto dovrebbe farlo da solo. Saluti Comunisti
Giacomo Maroni
COMUNICATO STAMPA 12-08.-06
EX CINEMA EXCELSIOR: SALOTTO PER SOLI BUONI?
Condivido quasi totalmente l’intervento fatto da Massimo Silenzi in difesa dell’ex cinema Excelsior, e con me la maggioranza, stando al dibattito che si è sviluppato al suo interno. Solo su un punto mi sento di dissentire dai Giorgesi, e vale a dire la mia ferma convinzione che la struttura deve essere destinata esclusivamente a fini pubblici, evitando di sottomettere quello spazio ad interessi economici di privati. Poi che ci sia da parte dei Giorgesi la convinzione che esso possa svolgere la funzione di salotto buono della città, mi lascia alquanto perplesso. Mi si dovrebbe infatti spiegare chi dispenserà le licenze ai buoni escludendo così i cattivi. Potrei lanciare la proposta che su quella struttura, una volta acquisita, si possano proporre attività autogestite da gruppi giovanili. Mi chiedo se essi avranno il patentino di buoni da parte di molti benpensanti e se per una volta si potrà riuscire ad avere uno spazio interamente destinato alle fasce giovanili che sono a Porto San Giorgio la cenerentola del dibattito politico. Mai è stato accompagnato un progetto di autogestione da parte delle amministrazioni sangiorgesi. Questa proposta potrebbe finalmente rompere una cultura cittadina appiattita sulle regole del mercato, dando la possibilità di sperimentare nuovi spazi di socialità, che contribuiscano ad accrescere la vivibilità della città.
MI PERMETTO DI PUBBLICARE IL COMUNICATO DEL G.U.S. CHE STA OPERANDO IN LIBANO IN SITUAZIONI CHE LASCIO A VOI IMMAGINARE, CERTO DI TROVARE IL CONSENSO DEI COMPAGNI DEL CIRCOLO. GIACOMO MARONI
Clicca sul banner e leggi perché votare NO al Referendum del 25 e 26 Giugno.
IMPORTANTE: questo è un referendum confermativo, cioè si chiede ai cittadini di scegliere se confermare la riforma di modifica della Costituzione approvata dal Centro Destra o NO
Non è un referendum abrogativo, come la maggior parte delle consultazioni referendarie, non si chiede di abrogare la riforma, nel qual caso si sarebbe votato SI.
Votare NO equivale a dire: "IO NON CONFERMO QUESTA PESSIMA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE"
Vota il sondaggio nell'apposito form in basso a sinistra, grazie.
Questo documento vuole essere un elemento di discussione costruttiva per un’azione di governo più incisiva su un tema troppo spesso accantonato e al quale è stata posta fino ad oggi scarsa attenzione.
A tre anni dall’insediamento dell’Amministrazione non è stato ancora intrapreso un percorso atto a dare risposte a istanze che provengono dalle fasce giovanili del paese.
La mancanza di un settore definito nella macchina amministrativa, predisposto ad affrontare le questioni che investono tale ambito, ha pesato molto sulle possibilità d’intervento da parte dell’amministrazione comunale, e quel che più conta, ad elaborare un progetto organico d’intervento sul territorio.
Si denuncia il pessimo costume a parlare delle questioni giovanili come di un problema che affligge la città. Spesso dopo la fine della scuola dell’obbligo i ragazzi non hanno riferimenti isituzionali. La fascia dei giovani di età compresa tra i 14 ai 18 anni non ha luoghi dove potersi incontrare e dove sviluppare attività sociali e relazioni interpersonali. Tali attività andrebbero favorite con adeguati supporti logistici da parte dell’amministrazione.
Andrebbe ribaltato il modo di rapportarsi a tali fasce, valorizzandole per la loro capacità costruttiva e il loro modo di pensare ad una società più aperta.
Le non molte iniziative rivolte ai giovani, spesso sono state criminalizzate anche dalla classe politica, evidenziando l’abisso che c’è tra le due componenti. A tal proposito peniamo sia statisticamente rilevante la carenza di giovani interessati al dibattito politico nel nostro territorio. Spesso tale dibattito si è rivelato chiuso in se stesso, aggrovigliato su logiche che non possono essere un punto d’attrazione per i ragazzi/e del paese, in quanto non contiguo alle necessità che questi vivono quotidianamente.
Andrebbe avviato un percorso che renda le giovani generazioni consapevoli dell’appartenenza ad una comunità attenta e ciò è possibile solo responsabilizzandole, affidando loro sotto un’iniziale input dell’Amministrazione Comunale, strutture atte ad ospitare iniziative di stampo culturale o semplicemente spazi adatti a creare momenti di socializzazione, incontro e dibattito.
C’è un divario enorme tra le iniziative che l’amministrazione mette in campo, con conseguente impegno di risorse finanziarie, indirizzate alle fasce giovanili, e quelle per degli anziani, rendendo paradossalmente deboli proprio le fasce più giovani. Tale debolezza è indotta dalla scarsezza di servizi ad esse rivolte, l’insufficiente programmazione di iniziative rispondenti ai gusti propri di questa fascia di popolazione per mancanza di fondi ad esse destinati.
Attualmente ci sono a Porto San Giorgio tre centri sociali per anziani totalmente autogestiti e nessun centro per i giovani tarato sullo stesso tipo di impegno da parte dell’amministrazione.
Nelle maglie dell’apparato amministrativo si registra un vuoto preoccupante quando si parla dei giovani, verificabile anche dal modo in cui è strutturato il patrimonio immobiliare pubblico, il bilancio o l’organigramma del personale comunale.
L’unico polo, non sufficiente a dare risposte a numerose questioni che provengono dal basso, è il CAG (Centro Aggregazione Giovanile) e l’Informagiovani, ai quali si andrà ad affiancare una sala prove musicali voluta dall’attuale amministrazione.
Non può comunque questo restare l’unico luogo di ritrovo, al quale peraltro mancano risorse per una programmazione che non si limiti alla semplice apertura e chiusura degli spazi con la presenza di operatori.
Andrebbe affrontata immediatamente una ricognizione degli spazi esistenti con la conseguente individuazione di un luogo da adibire a Centro Sociale, ed un impegno di risorse per la programmazione di attività, come accade per i Centri Sociali per gli anziani.
Inoltre in ambito sportivo va denunciata la totale mancanza di spazi liberi dove poter praticare qualsivoglia disciplina sportiva. Ciò ha indebolito la spontaneità della pratica sportiva, che va vista non solo come attività agonistica ma come pratica volta al benessere dell’individuo e tendente alla socializzazione.
Non esiste a Porto San Giorgio uno spazio dove i ragazzi possano liberamente incontrarsi e tirare letteralmente “due calci” ad un pallone. Tutta l’attività sportiva è subordinata all’attività agonistica organizzata, e ciò va a detrimento di una cultura sportiva libera da ogni fine.
Andrebbe creato, con una collaborazione tra Assessorato allo Sport, Assessorato all’Urbanistica, Assessorato ai Servizi Sociali e Assessorato alla Cultura, e con l’appoggio di tutte le forze politiche, un piano di rilancio sul piano territoriale di spazi adibiti alla libera fruizione e all’autogestione, in modo da far emergere tutte quelle forze positive esistenti tra le classi più giovani, spesso represse dalla mancanza di spazi dove poter esprimere la propria socialità.
Andrebbe creato un capitolo di bilancio indirizzato al sostegno di tali attività.
Andrebbe individuato personale comunale in grado di seguire gli indirizzi che l’Amministrazione intende impartire in questo ambito.
Con questo documento si intende aprire un dibattito interno alla maggioranza su come affrontare le questioni in questo documento sollevate. Auspichiamo che tale dibattito possa proseguire anche in consiglio comunale
Il Partito della Rifondazione Comunista, Circolo di Porto San Giorgio, con il seguente comunicato intende intervenire su alcune questioni che hanno animato il dibattito politico locale di questi giorni. In primo luogo sorprende l’arroganza di un ex amministratore, quale Diana Fioretti, verso la quale il Partito ha sin dall’inizio del suo mandato sollevato forti critiche per il modo poco lungimirante e autoreferenziale di amministrare il paese. Ancora una volta essa si arroga un’autorità - smentita nei fatti dal disastro amministrativo di cui si è fatta portatrice nel suo assessorato – che nessuno le riconosce, e che la fa spesso intervenire a sproposito su ogni questione. Ultima la vicenda della Banda Municipale. Ogni volta che l’amministrazione ha dovuto fare delle scelte sofferte, la signora Fioretti, si è fatta in quattro per ergersi a paladino in difesa di chicchessia e a ogni costo, pur di creare attorno a se consensi, che puntualmente alle ultime prove elettorali non gli sono stati attribuiti da parte dei cittadini. L’Amministrazione Comunale di fronte ai tagli continui operati dal governo centrale sul suo bilancio, ha dovuto fare delle scelte, che mal si conciliano con la logica di chi pretendeva di soddisfare le richieste di tutti, spendendo in malo modo il denaro pubblico, pur di riscuotere consensi vacui.
Dispiace intravedere una logica poco conseguenziale anche in alcuni consiglieri di maggioranza, da ultimo l’intervento del consigliere della Margherita, Laurenzi, che considera i fondi per le scuole private intoccabili. Ci chiediamo, se queste scuole, come si afferma di continuo, fanno parte integrante della vita cittadina, come si può pensare di renderle una sorta di zona franca, mentre in tutti i settori si è costretti ad operare dei tagli pesanti (vedi in ultimo proprio la Banda)? Si ravvede in questo atteggiamento un approccio ideologico, tendente a considerare un settore fortemente privilegiato negli ultimi anni dalla legislazione nazionale, una zona privilegiata, dove tutto ciò che si acquisisce non è mai messo in discussione anche a fronte di un panorama circostante fortemente mutato.
Il Partito della Rifondazione Comunista, Circolo “G. Fioravanti” di Porto San Giorgio, ringrazia gli elettori per la fiducia dimostrata nell’operato del partito. Il Partito esprime soddisfazione per il risultato ottenuto dal centrosinistra a livello nazionale, con la cacciata di Berlusconi dal governo del paese. Il buon risultato ottenuto da Rifondazione Comunista a Porto San Giorgio consolida un rapporto con il territorio basato sulla chiarezza e la trasparenza delle scelte operate, in maniera spesso sofferta, ma sempre tendenti a salvaguardare e tutelare il bene pubblico. Resta la volontà da parte del PRC di costruire un legame ancora più saldo con il territorio al fine di realizzare un percorso condiviso di reale rinnovamento nella nostra società. I temi sollevati dal Partito in questa campagna elettorale rispondevano ad esigenze che provenivano dalla stessa società civile e per questo Rifondazione Comunista, a tutti i suoi livelli organizzativi, si impegnerà per portare quei temi al centro del dibattito e delle scelte politiche.